Mondo del lavoro

Lo sguardo di Professional Recruitment sul mercato del lavoro e sulle Risorse Umane, tra Psicologia, Recruiting ed Head Hunting.

La fine dell'Università è un momento che porta con sé tanti sentimenti contrastanti: la gioia per la fine del percorso e per la tanto attesa laurea si unisce alla paura per la conclusione di un capitolo della vita e all’incertezza per il futuro.
La valutazione del potenziale all’interno di un’organizzazione risulta fondamentale per inserire i lavoratori nel ruolo più consono rispetto alle loro capacità e in un’ottica di mobilità di carriera. Con “valutazione del potenziale” si intende un processo atto ad individuare i punti di forza, le aree di miglioramento e le possibilità di sviluppo di una persona.
Ogni giorno le persone si ritrovano a dover prendere delle decisioni, in svariati contesti e modalità. Il processo decisionale implica da parte del soggetto un ragionamento, a cui fa seguito un relativo comportamento volontario e ponderato. Qual è il processo che porta a fare la scelta più giusta possibile?
All’interno delle organizzazioni è fondamentale il mantenimento di un personale che sia altamente qualificato e affiatato. Per questo motivo, un argomento di particolare interesse per la Direzione del personale, è il fenomeno del turnover, ossia dell'avvicendamento del personale all’interno dell’organizzazione.
La formazione gioca un ruolo significativo all’interno dell’attività delle Risorse Umane. Infatti, oggi saper valorizzare al massimo il capitale umano per le aziende può fare la differenza, in termini di successo ed efficienza. In particolare si parla molto di Lifelong Learning, un insieme di approcci che permettono un apprendimento continuativo nel corso della vita lavorativa con l’obiettivo di avere, a livello di competenze, una “cassetta degli attrezzi” sempre più ampia. In questo processo, nel mondo del lavoro odierno, quindi, il ruolo del formatore risulta fondamentale, ma allo stesso tempo complesso.
La soddisfazione lavorativa è la misura di quanto le persone si sentono realizzate e sviluppano emozioni positive in riferimento al proprio lavoro. Questa dimensione affettiva si origina dal confronto da parte del lavoratore tra i risultati raggiunti e quelli che desiderava, di cui aveva bisogno e che riteneva più opportuni da raggiungere.
Per inquadrare meglio il fenomeno in esame, è necessario dare una definizione di disoccupazione e capire quale sia l’entità del problema. Il termine “disoccupato” si riferisce alla situazione in cui una persona cerca attivamente un lavoro, ma non è in grado di trovarlo, quindi si verifica proprio una mancanza di lavoro retribuito.
Per reagire al brusco cambio di scenario, le aziende hanno dovuto necessariamente rivedere in brevissimo tempo i propri piani organizzativi e strategici, con un conseguente effetto sul personale. Tra le categorie di lavoratori più esposte a tali cambiamenti, si annovera quella che abbiamo scelto di definire “lavoratori nel limbo”.

Nell’attuale mercato del lavoro sempre più competitivo, la selezione è uno dei processi chiave che determinano il successo di un’organizzazione. Scegliere le persone giuste per il posto giusto in termini di competenze, conoscenze teoriche, attitudini etc. è un vantaggio per l’intera organizzazione, ed è proprio questo che può fare la differenza rispetto ai competitor.

Il diversity management sta acquisendo un’importanza sempre maggiore, poiché la nostra società è sempre più multiculturale e multietnica. Su questo tema abbiamo intervistato Massimiliano Monaci, Professore di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, grande esperto in materia.

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