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primo piano di una telecamera durante l'intervista a Chiara Zanchetta, Global Talent & Development Director di Mölnlycke Health Care

Intervista a Chiara Zanchetta, Global Talent & Development Director di Mölnlycke Health Care

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Capire cosa cercano le persone in un’azienda oggi non è un’impresa facile. Non basta più offrire semplicemente un posto di lavoro: i talenti cercano un ambiente in cui sentirsi valorizzati, ascoltati e connessi a uno scopo reale. È proprio da questa riflessione che nasce la nostra chiacchierata con Chiara Zanchetta, Global Talent & Development Director di Mölnlycke Health Care.

Mölnlycke Health Care è un’importante azienda globale nel settore delle soluzioni mediche. Chiara, al suo interno, si occupa in prima persona di attrarre, far crescere e far stare bene i talenti. La grande sfida del suo team è fare in modo che le persone si sentano motivate e parte attiva di un progetto comune.

In questa nuova intervista della nostra rubrica Talent Stories conosceremo meglio Chiara e la sua visione del mondo del lavoro.

Potrebbe raccontarci il suo percorso professionale e il suo attuale ruolo in Mölnlycke Health Care? Quali sono le sue principali responsabilità oggi?

Per iniziare, abbiamo chiesto a Chiara Zanchetta di ripercorrere le tappe fondamentali della sua carriera. Invece di limitarsi a un semplice elenco di mansioni, la manager preferisce descriversi prima di tutto attraverso la sua personale visione delle risorse umane: «Mi piace descrivermi come una professionista HR che crede fermamente che le aziende abbiano successo grazie alle persone. Grazie a chi, ogni giorno, dedica impegno, conoscenza e passione nello svolgere il proprio lavoro al meglio e nel voler migliorare costantemente processi e strumenti».

Un approccio, il suo, che punta a creare una forte sinergia tra i talenti e gli obiettivi aziendali: «Credo che la funzione HR, lavorando a stretto contatto con il business, possa aggiungere un valore reale nel reclutare i talenti giusti, motivarli attraverso le leve più efficaci e svilupparli in linea sia con le loro aspettative personali che con gli obiettivi strategici dell’azienda».

Dopo oltre dieci anni di esperienza tra ruoli specialistici e generalisti in ambito internazionale, oggi le sue responsabilità abbracciano l’intero ciclo di vita del dipendente: «Oggi, in Mölnlycke Health Care, guido la strategia globale di Talent Acquisition, Employer Branding, Talent Management, DE&I e L&D. Il mio obiettivo è quello di allineare lo sviluppo del capitale umano alle ambizioni di crescita del business».

Il settore MedTech si sta evolvendo rapidamente. Dal suo punto di vista, quali sono i principali cambiamenti che oggi influenzano i talenti e le organizzazioni in questo settore?

Entrando nel vivo delle dinamiche di mercato, abbiamo affrontato il tema della rapida evoluzione che sta caratterizzando il comparto medico-tecnologico. Sulle sfide attuali, la manager evidenzia: «Il settore MedTech sta attraversando trasformazioni profonde. Pensiamo alla corsa verso l’Intelligenza Artificiale, ai continui cambi normativi o ai sistemi sanitari pubblici sotto costante pressione».

Ma non si tratta solo di sfide esterne. Per Zanchetta, la vera rivoluzione riguarda il modo stesso in cui le aziende si propongono sul mercato: «Stiamo vivendo un vero cambio di paradigma nel modo di competere. Il passaggio dal singolo prodotto al concetto di ecosistema. Oggi non offriamo più solo un dispositivo medico, ma un’unione integrata di prodotti, tecnologie e dati che accompagna il paziente nell’intero percorso di cura».

Questa nuova complessità richiede inevitabilmente un netto cambio di rotta anche nei profili ricercati dai recruiter: «In un ecosistema dove tutto è interconnesso, non è più sufficiente l’iperspecializzazione tecnica. Diventano fondamentali il mindset e le soft skills. Se in passato eravamo piuttosto rigidi nel selezionare profili con un background lineare o una provenienza specifica dal settore, ora guardiamo anche altrove».

L’adattabilità, dunque, diventa il vero requisito essenziale: «Viviamo in una fase di trasformazione tale per cui non esiste più la “formula magica” del “se fai così, ottieni questo”. Bisogna provare, sbagliare e rialzarsi in fretta: poiché il contesto evolve continuamente, la dote principale diventa la capacità di sapersi modellare all’interno di esso».

In un settore altamente regolamentato e incentrato sul paziente come il MedTech, come garantisce che conformità e performance evolvano di pari passo?

Un altro aspetto cruciale nel settore sanitario è il delicato equilibrio tra il rispetto delle regole e la necessità di innovare. Dalle parole di Zanchetta emerge chiaramente come Mölnlycke Health Care riesca a gestire questa duplice esigenza: «Siamo estremamente attenti alla parte di compliance, che consideriamo la base imprescindibile di ogni nostra attività. Al tempo stesso, però, promuoviamo con forza una cultura della sperimentazione e dell’innovazione».

Per stimolare questa propensione al nuovo, l’azienda ha implementato iniziative specifiche che incoraggiano la partecipazione attiva di tutti: «Abbiamo lanciato competizioni interne legate all’innovazione proprio per spronare tutti i dipendenti a proporre nuove idee, siano esse legate ai prodotti, ai processi o ai nuovi modi di lavorare. All’interno dei nostri programmi di sviluppo, integriamo workshop e sessioni dedicate a questo tema e premiamo i colleghi che hanno il coraggio di osare».

Un atteggiamento riassunto dal valore aziendale Be Bold, che deve essere sempre guidato dal buon senso e dal rispetto delle norme: «Il tutto avviene sempre ponderando con attenzione dove e come sperimentare è accettato e incentivato, al fine di non compromettere mai gli aspetti di compliance».

Quali sono le competenze o i mindset più importanti su cui si sta concentrando in questo momento?

La professionista non ha dubbi sull’assoluta importanza delle abilità trasversali: «Come accennavo, credo che oggi il mindset e le soft skills rappresentino il vero fattore distintivo per il successo di ogni singolo dipendente».

Entrando nello specifico delle caratteristiche maggiormente apprezzate durante la selezione, Zanchetta precisa: «Resilienza, adattabilità, curiosità, coraggio di sperimentare e una piena responsabilità (accountability) del proprio operato dalla A alla Z, sono tra le competenze che apprezziamo maggiormente»

Tratti caratteriali che, ovviamente, devono viaggiare di pari passo con un aggiornamento tecnico continuo: «A queste si affiancano naturalmente le competenze tecniche emergenti legate al mondo dell’intelligenza artificiale, della sostenibilità, della ricerca e sviluppo e le evolute capacità di vendita e negoziazione necessarie nel mercato attuale».

L’anno scorso ha guidato la creazione dell’Employee Value Proposition. Cosa ha innescato l’esigenza di formalizzarla e quanto è connessa alla strategia di Mölnlycke Health Care?

Passando a uno dei progetti più significativi da lei guidati recentemente, ci siamo concentrati sulla genesi dell’Employee Value Proposition (EVP): «Parliamo spesso di Mölnlycke Health Care come di una “gemma rara”. Un’azienda piena di potenzialità ma non ancora abbastanza conosciuta al di fuori dell’ambito strettamente ospedaliero o sanitario. Eravamo consapevoli di avere moltissimi ambassador interni capaci di raccontare l’azienda con esempi positivi di ciò che ci rende unici».

Questa consapevolezza è stata il motore per definire una narrativa più strutturata e autentica, capace di attrarre nuovi talenti dall’esterno: «Questo ci ha spinto a indagare più a fondo per creare una narrativa puntuale e veritiera dei nostri punti di forza, quelli che ci differenziano dai competitor. Oggi è vitale sapersi distinguere sul mercato avendo chiari i propri fattori di successo. Noi abbiamo scelto di farlo puntando su ciò che offriamo ai dipendenti in termini di esperienza, cultura e opportunità di crescita».

Un’iniziativa nata dal basso, attraverso l’ascolto attivo, ma profondamente allineata agli obiettivi di business a lungo termine: «La nostra EVP nasce direttamente dalla voce delle nostre persone. Mentre ci espandiamo in nuovi mercati e segmenti per sostenere la crescita del business, non possiamo ignorare l’importanza di mantenere le nostre persone non solo motivate, ma profondamente connesse al nostro purpose, con un forte senso di responsabilità e la volontà di collaborare».

Dopo il lancio globale dell’EVP quale impatto ha osservato in termini di coinvolgimento e senso di appartenenza?

L’implementazione di un progetto così vasto porta inevitabilmente a misurarne i risultati concreti. Interpellata sui cambiamenti tangibili post-lancio, la manager condivide l’essenza della campagna: «“M., the Spirit of Mölnlycke” rappresenta tutti noi ed è stato il mezzo per raccontare cosa significhi davvero lavorare qui. Abbiamo comunicato che in Mölnlycke Health Care ci prendiamo cura gli uni degli altri. Lavoriamo con un purpose chiaro e, nel farlo, agiamo in maniera responsabile, sentendo il “peso” positivo del risultato finale».

Per trasmettere questi concetti, il team HR ha puntato su un forte coinvolgimento interattivo: «Abbiamo veicolato questi messaggi coinvolgendo i dipendenti in modo creativo: puzzle, foto con cornici personalizzate e spazi dove lasciare messaggi su cosa significhi per loro lo “spirito di Mölnlycke”».

E la risposta non si è fatta attendere, registrando un successo evidente sia a livello di consolidamento della cultura interna, sia sul fronte dell’attrattività esterna: «Dopo il lancio globale, le persone hanno iniziato a citare l’EVP nelle conversazioni quotidiane, nei post sulla intranet aziendale e sui profili LinkedIn. Abbiamo osservato una crescita importante dei rating su Glassdoor e un aumento dei follower su LinkedIn. Inoltre, c’è stato un incremento del 50% delle visite al sito career durante la fase di lancio, che resta tuttora tra le pagine più visitate».

Quanto è importante oggi rendere i dipendenti ambassadors della cultura e dei valori aziendali?

Proprio il coinvolgimento del personale ci ha spinti a riflettere sul peso che hanno oggi i collaboratori nel veicolare l’immagine della propria azienda. Per Zanchetta, il loro ruolo è assolutamente centrale: «Credo sia fondamentale. La cultura di un’azienda si misura dai comportamenti dei dipendenti, soprattutto dai senior leader».

Secondo la manager, l’autenticità del messaggio è garantita solo quando le parole scritte coincidono con i comportamenti quotidiani: «Serve coerenza tra i valori dichiarati sul manifesto aziendale e quello che le persone dicono e fanno. Per questa ragione è cruciale fare leva sulle persone affinché siano loro a raccontare la cultura aziendale».

Un principio applicato con grande successo proprio durante le fasi preliminari della nuova Employee Value Proposition: «Nel lancio dell’EVP abbiamo coinvolto circa 100 ambassador nel mondo che hanno “seminato” i concetti cardine ancora prima del lancio ufficiale. Hanno agito come role model dello spirito aziendale e raccontato con le loro parole ed esempi pratici cosa significassero per loro».

Guardando al futuro, quali saranno le principali priorità HR per supportare la crescita e la competitività di Mölnlycke Health Care nei prossimi anni?

Avviandoci verso la conclusione di questa intervista, abbiamo chiesto alla nostra ospite di anticiparci le mosse future del suo dipartimento. La prima priorità riguarda l’innovazione dei flussi di lavoro: «Una delle nostre priorità è sicuramente rendere i nostri processi HR il più automatizzati possibile. Questo significa semplificare, introdurre l’AI dove può dare valore e integrare i nostri sistemi informativi per avere insights e dati e lavorare in maniera proattiva».

La tecnologia, tuttavia, andrà a braccetto con l’attenzione allo sviluppo umano, che assumerà forme sempre più personalizzate: «Al pari dell’automazione, posizionerei la volontà di potenziare lo sviluppo delle persone attraverso piattaforme di apprendimento capaci di coniugare le competenze individuali con i giusti percorsi di carriera, unendo la classica formazione con opportunità di mentoring e di esperienza sul campo».

Infine, il vero collante per trattenere e far crescere i talenti in un ambiente così dinamico rimarrà la qualità della guida manageriale: «Credo sia fondamentale continuare ad investire sulle competenze di leadership dei nostri manager. L’esperienza di un dipendente è strettamente legata alle capacità manageriali del proprio superiore. Come HR, vogliamo guidare i nostri manager in questa trasformazione affinché siano pronti alle sfide dei prossimi anni e in grado di sviluppare persone capaci di evolvere più velocemente del contesto».

Chiara Zanchetta chiude questa intervista ricordandoci una cosa fondamentale: il successo di un’azienda passa sempre e solo dalle sue persone, e dal modo in cui vengono guidate e valorizzate ogni giorno. Costruire un ambiente di lavoro in cui tutti si sentano davvero parte di qualcosa non è per nulla scontato. Ma chi ci riesce fa la differenza.

Una sfida che Mölnlycke Health Care ha saputo cogliere al volo, partendo proprio dall’ascolto dei propri dipendenti. E i risultati si vedono, con un senso di appartenenza interno sempre più forte e una grande capacità di attrarre nuove persone dall’esterno.

Noi di Professional Recruitment ringraziamo di cuore Chiara per il suo tempo e per i preziosi spunti che ha condiviso con noi. La sua intervista ci ha sicuramente fatto scoprire da vicino l’autentico spirito di Mölnlycke Health Care.

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