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gruppo di ragazzi lavoratori nel settore pharma

Gen Z e Pharma: cosa cercano i nuovi talenti e come stanno cambiando il settore

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La Gen Z nel Pharma rappresenta una delle sfide più importanti per le aziende del settore. Nei prossimi anni, infatti, la capacità di attrarre, coinvolgere e fidelizzare i giovani talenti influenzerà sempre di più la competitività delle organizzazioni, in un mercato già caratterizzato da una crescente difficoltà nel reperire competenze specialistiche.

Comprendere cosa cerca la Gen Z non è quindi soltanto una questione di employer branding. Per HR e Management significa capire come evolvono le aspettative dei candidati e quali fattori influenzano la capacità dell’azienda di attrarre le competenze di cui avrà bisogno nei prossimi anni.

Un recente studio condotto dall’Association of the British Pharmaceutical Industry (ABPI) su oltre 2.000 giovani tra i 16 e i 25 anni offre una fotografia particolarmente interessante delle aspettative della Gen Z nei confronti del settore farmaceutico. 

Ne emerge un messaggio chiaro: il Pharma possiede molte delle caratteristiche ricercate dai giovani professionisti. Eppure, questo non sempre si traduce in una maggiore capacità di attrarre nuovi talenti. Perché?

Il Pharma parte da un punto di forza: il suo impatto sulla società

Quando si parla di Gen Z, il dibattito si concentra spesso sulla ricerca di un lavoro che abbia uno scopo. Sebbene questo aspetto sia importante, ridurre le aspettative delle nuove generazioni al solo concetto di purpose rischia di essere semplicistico. La Gen Z valuta infatti un insieme di fattori, che comprende opportunità di crescita, equilibrio tra vita privata e professionale, stabilità economica e possibilità di contribuire concretamente alla società.

Da questo punto di vista, il settore farmaceutico parte da una posizione privilegiata.

Secondo la ricerca dell’Association of the British Pharmaceutical Industry (ABPI), il 54% dei giovani ritiene che il Pharma contribuisca positivamente alla società, una percentuale nettamente superiore rispetto al settore tecnologico (23%), finanziario (25%) ed energetico (20%).

Questo significa che il Pharma possiede già uno degli elementi che la Gen Z considera più rilevanti nella scelta di una carriera: la possibilità di lavorare in un settore capace di generare un impatto concreto sulla vita delle persone.

Per gli HR questo significa partire con un vantaggio competitivo nella talent attraction. Tuttavia, un employer value proposition forte non produce risultati se i candidati non comprendono quali opportunità professionali offre realmente l’azienda

È proprio qui che la talent attraction incontra il recruiting: un employer value proposition efficace produce risultati solo se i candidati riescono a riconoscersi nelle opportunità offerte dall’azienda.

I criteri di scelta della Gen Z nel Pharma

Un errore frequente consiste nel pensare che la Gen Z sia guidata esclusivamente dalla ricerca di un lavoro “che faccia la differenza”. In realtà, i dati mostrano una generazione molto pragmatica.

Quando viene chiesto quali siano i fattori più importanti nella scelta di una carriera, il 50% indica innanzitutto una retribuzione competitiva. Seguono il work-life balance (28%), la possibilità di svolgere un lavoro interessante (23%) e la sicurezza occupazionale (20%).

Per chi si occupa di selezione del personale, questo significa che l’offerta economica da sola non è più sufficiente. I candidati valutano l’esperienza lavorativa nel suo complesso: prospettive di crescita, equilibrio vita-lavoro, impatto del ruolo e solidità dell’organizzazione diventano elementi decisivi già nelle prime fasi del processo di selezione.

Molti giovani percepiscono il Pharma come un settore capace di offrire maggiore stabilità rispetto ad ambiti come il Tech, spesso associati a ritmi di lavoro molto elevati e a frequenti riorganizzazioni aziendali. I partecipanti che già lavorano nell’industria farmaceutica descrivono un ambiente caratterizzato da un migliore equilibrio tra vita privata e professionale e da prospettive occupazionali più solide nel lungo periodo.

Per le aziende del settore questo rappresenta un vantaggio competitivo che spesso non viene sufficientemente valorizzato nella comunicazione verso i candidati.

I giovani non sanno cosa si fa davvero nel Pharma

Il problema, però, non riguarda solo il purpose né solo le condizioni offerte dal settore. La ricerca ABPI mette in luce un elemento diverso: molti giovani conoscono ancora poco il mondo del Pharma e le opportunità professionali che offre.

L’ABPI evidenzia come solo il 22% della popolazione dichiari di conoscere bene l’industria farmaceutica, mentre tra i giovani persistono numerosi stereotipi sulle professioni disponibili.

Quando viene chiesto quali figure professionali conoscano all’interno di un’azienda farmaceutica, le risposte si concentrano quasi esclusivamente su ruoli tecnico-scientifici.

Il 53% cita il medico, il 47% il ricercatore di laboratorio e il 45% il tecnico di laboratorio. Molto meno conosciute risultano invece professioni fondamentali per il funzionamento delle aziende farmaceutiche, come programmatori informatici (17%), professionisti della comunicazione (16%) o specialisti della sostenibilità (15%).

È interessante notare come il ruolo del data scientist venga riconosciuto dal 44% degli intervistati, segnale di una crescente consapevolezza dell’importanza della trasformazione digitale nel settore.

Questa fotografia evidenzia un problema che precede persino il recruiting. Se un candidato non conosce le professioni presenti nel settore, difficilmente arriverà a candidarsi. La difficoltà sta quindi nel far sì che prenda in considerazione il Pharma come possibile scelta di carriera.

Se i giovani associano il Pharma quasi esclusivamente ai laboratori, è inevitabile che molti professionisti appartenenti ad altre discipline non prendano nemmeno in considerazione il settore durante la ricerca di lavoro.

Molti giovani non si candidano perché pensano che il Pharma non faccia per loro

La ricerca mette in luce un altro elemento di grande interesse.

Per la Gen Z è fondamentale riuscire a identificare un collegamento tra le proprie competenze e il lavoro che andrà a svolgere.

L’88% dei giovani dichiara infatti che trovare un ruolo coerente con il proprio profilo rappresenta un fattore importante o molto importante nella scelta di una carriera.

Eppure solo il 51% ritiene che nel settore farmaceutico esistano opportunità compatibili con il proprio skill set. Tra i giovani provenienti da percorsi non STEM questa percentuale scende addirittura al 45%.

Dal punto di vista della selezione, questo significa che il bacino di candidati potenziali è spesso più ampio di quanto sembri. Il problema è che una parte di questi talenti si autoesclude ancora prima di leggere un annuncio di lavoro, convinta che il Pharma richieda competenze esclusivamente scientifiche.

Le testimonianze raccolte durante i focus group mostrano come numerosi giovani dichiarino di non conoscere le funzioni commerciali, il market access, il marketing, le risorse umane o le altre aree che caratterizzano una moderna organizzazione farmaceutica.

Il candidato non sceglie un altro settore perché il Pharma non sia attrattivo. Spesso non prende nemmeno in considerazione questa possibilità, perché fatica a immaginare quale potrebbe essere il proprio ruolo al suo interno.

Perché molti giovani continuano a percepire il Pharma come un settore “per pochi”

La ricerca evidenzia anche un’altra barriera culturale.

Quando i giovani immaginano il “tipico” professionista del Pharma, il 63% pensa a una persona laureata e il 58% a qualcuno che ha studiato materie scientifiche. Solo il 2% associa invece il settore a persone che non hanno frequentato l’università.

Questa rappresentazione rischia di limitare il bacino di candidati potenzialmente interessati.

Pur non emergendo una percezione di esclusione intenzionale, molti giovani considerano il Pharma un ambiente accessibile solo a profili altamente accademici.

Per questo motivo il report suggerisce di valorizzare maggiormente percorsi alternativi di ingresso, apprendistati, esperienze pratiche e testimonianze di professionisti provenienti da background differenti.

Una comunicazione più inclusiva non serve soltanto a migliorare la reputazione aziendale, ma contribuisce ad ampliare concretamente il numero di persone che possono prendere in considerazione una carriera nel settore.

Come attrarre la Gen Z nel Pharma

Le conclusioni dello studio ABPI offrono indicazioni molto pratiche per le aziende farmaceutiche.

La prima riguarda la trasparenza. La Gen Z desidera conoscere fin dall’inizio informazioni su retribuzione, benefit e prospettive di crescita.

Per questo motivo anche gli annunci di lavoro assumono un ruolo strategico: descrizioni troppo generiche o focalizzate esclusivamente sui requisiti tecnici rischiano di non intercettare candidati che potrebbero essere perfettamente in linea con il ruolo, ma che non riescono a riconoscersi nell’opportunità proposta.

La seconda consiste nel raccontare con maggiore chiarezza l’impatto concreto del lavoro svolto. Non basta affermare che l’azienda migliora la salute delle persone: è necessario spiegare come ogni funzione contribuisca a questo risultato, anche quando non è direttamente coinvolta nella ricerca scientifica.

Infine, diventa fondamentale superare gli stereotipi che ancora caratterizzano il settore. Mostrare la varietà delle professioni presenti in azienda, valorizzare percorsi di carriera differenti e utilizzare canali di comunicazione vicini alle nuove generazioni può contribuire a colmare il divario tra percezione e realtà.

Conclusioni

Il Pharma possiede già molti degli elementi che la Gen Z ricerca in un datore di lavoro: impatto sociale, innovazione, stabilità e opportunità di crescita.

La sfida dei prossimi anni sarà rendere visibile e comprensibile ai talenti che si affacciano oggi al mondo del lavoro la proposta di valore delle aziende Pharma.

Per questo motivo, attrarre la Gen Z non significa semplicemente pubblicare più annunci o ampliare i canali di ricerca. Significa costruire una narrazione del settore che permetta ai giovani professionisti di riconoscersi nelle opportunità offerte dall’azienda. 

La sfida, quindi, è fare in modo che ogni giovane professionista possa immaginare quale contributo potrebbe dare al suo interno.

Fonti

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Domande frequenti

Cosa cerca la Gen Z quando sceglie un’azienda farmaceutica?

Oltre al purpose e all’impatto sociale del settore Pharma, attribuisce grande importanza a una retribuzione competitiva, al work-life balance, alle opportunità di crescita, alla stabilità occupazionale e alla possibilità di svolgere un lavoro stimolante.

Perché molti giovani non si candidano nel settore Pharma?

Molti giovani tendono ad associare le aziende farmaceutiche quasi esclusivamente a ruoli scientifici e di laboratorio, ignorando opportunità in ambiti come marketing, risorse umane, sostenibilità, digitale, market access e funzioni commerciali. 

Come possono le aziende Pharma attrarre la Gen Z?

Le aziende farmaceutiche dovrebbero comunicare con maggiore trasparenza retribuzione, benefit e percorsi di crescita, raccontare l’impatto di ogni funzione aziendale e superare gli stereotipi che descrivono il Pharma come un settore riservato ai profili scientifici.

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