Le aziende del settore Life Science stanno attraversando una fase in cui la capacità di attrarre profili qualificati incide sempre di più sulla competitività delle imprese. Il tema dei ruoli introvabili pharma è oggi al centro delle strategie HR: non si tratta solo di inserire nuove risorse, ma di assicurarsi competenze in grado di sostenere la crescita del business e accompagnare l’evoluzione del settore.
Il peso industriale del comparto resta significativo. Secondo i dati diffusi da Farmindustria, nel 2025 la produzione farmaceutica italiana ha superato i 74 miliardi di euro, mentre l’export ha oltrepassato i 69 miliardi di euro, confermando il ruolo del settore come uno dei principali motori della manifattura nazionale. Allo stesso tempo, EFPIA continua a evidenziare una competizione globale sempre più intensa nella ricerca e nello sviluppo, soprattutto da parte dei mercati a maggiore capacità innovativa.
In questo scenario, la difficoltà nel reperire talenti specializzati non è più soltanto un tema di recruiting, ma un fattore che può incidere direttamente sulla capacità delle aziende di innovare, crescere all’estero e rispondere a requisiti regolatori sempre più complessi. La trasformazione degli stabilimenti, l’evoluzione normativa, insieme ai requisiti sempre più stringenti in materia di qualità e compliance stanno infatti modificando in profondità i fabbisogni professionali del settore, rendendo alcuni ruoli particolarmente critici.
Tra questi emergono cinque profili oggi strategici per il Pharma: QA Manager e Qualified Person, Regulatory Affairs Manager, Medical Science Liaison, Computer System Validation Specialist ed Export Manager. Sono figure diverse tra loro, ma accomunate dalla capacità di muoversi in contesti regolati e di trasformare una competenza specialistica in un contributo concreto ai processi aziendali.
Perché i ruoli introvabili pharma sono diventati così difficili da reperire
La difficoltà nel reperire questi profili dipende dal fatto che molti dei ruoli introvabili pharma richiedono competenze sempre più specialistiche, ma raramente circoscritte a una sola funzione.
A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce un mercato del lavoro molto competitivo, in cui aziende farmaceutiche, biotech e CRO cercano spesso profili con competenze simili. Il risultato è un bacino di candidati ristretto, già molto sollecitato e spesso poco propenso a cambiare.
Per questo le aziende più efficaci stanno modificando il proprio approccio: non aspettano più di trovare il candidato ideale già pronto, ma costruiscono strategie per intercettare professionisti qualificati, comprenderne le motivazioni e rendere il proprio progetto realmente attrattivo.
I 5 ruoli introvabili pharma più richiesti nel 2026
Quality Assurance e Qualified Person
Il Quality Assurance e la Qualified Person restano tra i profili più ricercati perché presidiano una delle aree più sensibili dell’industria farmaceutica: la qualità.
La Qualified Person, in particolare, ha un ruolo di responsabilità elevatissimo: nel quadro europeo, le EU GMP definiscono il perimetro della certificazione e del rilascio dei lotti, rendendo questa figura centrale per garantire che i medicinali siano prodotti e controllati in conformità alle autorizzazioni e alle normative applicabili.
Questo rende il profilo raro non solo per la preparazione tecnica richiesta, ma anche per il livello di responsabilità legale associato.
Le aziende che riescono ad attrarre questi professionisti fanno leva sulla credibilità complessiva del contesto qualità. Un QA esperto tende a scegliere realtà in cui la qualità non sia vissuta come un ostacolo alla produzione, ma come un presidio capace di rendere i processi più solidi, controllati e sostenibili nel tempo.
Quando qualità, produzione e management lavorano in modo realmente integrato, il ruolo diventa più attrattivo perché offre la possibilità di incidere sul miglioramento dell’organizzazione e non solo di gestire non conformità o procedure.
Regulatory Affairs
Il Regulatory Affairs resta una delle aree più presidiate nel Life Science, perché accompagna il prodotto lungo un percorso sempre più articolato. Ogni passaggio deve essere costruito in modo coerente con normative in continua evoluzione e con requisiti che cambiano in base ai mercati di riferimento.
La difficoltà nel reperire questi profili dipende dalla natura trasversale del ruolo. Un professionista del Regulatory Affairs deve comprendere il prodotto nella sua dimensione scientifica e, allo stesso tempo, inserirlo dentro un percorso regolatorio sostenibile.
Il suo contributo diventa quindi decisivo nel coordinare il dialogo tra l’azienda e gli interlocutori esterni, anticipando possibili criticità e rendendo più fluido il confronto con le autorità competenti. Oggi questa competenza pesa ancora di più, perché l’evoluzione del quadro europeo su medicinali, medical device e digital health richiede figure capaci di muoversi con precisione in un contesto sempre più complesso.
Per attrarre questi profili, le aziende devono raccontare il ruolo in modo preciso e credibile: un Regulatory Affairs orientato alla crescita vuole capire quanto potrà incidere sui processi decisionali e se avrà la possibilità di seguire progetti con una prospettiva internazionale.
La leva attrattiva non sta quindi solo nel contenuto tecnico della posizione, ma nella possibilità di contribuire alla costruzione del percorso regolatorio del prodotto.
Medical Science Liaison
Il Medical Science Liaison ha assunto un ruolo sempre più centrale nel Pharma, soprattutto nelle aree terapeutiche ad alta specializzazione, dove il confronto scientifico con clinici, key opinion leader e stakeholder sanitari è parte integrante della strategia medico-scientifica dell’azienda.
Il suo valore non sta solo nella trasmissione di contenuti aggiornati, ma nella capacità di costruire relazioni autorevoli e contribuire a un dialogo scientifico solido intorno al prodotto e all’area terapeutica di riferimento.
La difficoltà nel reperire questi profili dipende dall’equilibrio richiesto dal ruolo. Un MSL deve avere una preparazione scientifica solida e, allo stesso tempo, saperla trasformare in un confronto chiaro con medici e opinion leader.
La sua efficacia non dipende da una logica commerciale, ma dalla capacità di costruire fiducia attraverso contenuti scientificamente rilevanti e coerenti con il perimetro di compliance in cui opera l’azienda.
Per attrarre questi professionisti, le aziende devono quindi mostrare che la funzione Medical Affairs ha un ruolo realmente strategico. Un MSL tende a scegliere contesti in cui possa lavorare su progetti scientificamente solidi, confrontarsi con aree terapeutiche innovative e operare con un buon livello di autonomia.
Anche il modello manageriale incide molto, perché rende il ruolo più credibile quando riconosce il medical engagement come una leva di valore e non come un semplice supporto alle attività commerciali.
Computer System Validation
Il Computer System Validation è diventata una delle aree più critiche nel Life Science perché la trasformazione digitale degli stabilimenti ha reso sempre più sottile il confine tra produzione, tecnologia e compliance.
Con l’evoluzione verso modelli di Industria 4.0 e digital plant, molti processi produttivi e qualitativi dipendono ormai da sistemi computerizzati che raccolgono e conservano dati rilevanti ai fini GMP. In questo contesto, la CSV è un presidio essenziale per garantire che l’innovazione digitale resti compatibile con i requisiti di qualità e sicurezza del settore.
Il ruolo è difficile da trovare perché richiede una competenza ibrida: da un lato la comprensione del funzionamento dei sistemi digitali utilizzati in stabilimento, dall’altro, la conoscenza del contesto regolato in cui questi sistemi operano. Nel Pharma, infatti, una piattaforma deve anche generare dati affidabili e verificabili, tutelando la data integrity lungo tutto il ciclo di vita del sistema.
Per attrarre questi professionisti, le aziende devono raccontare con chiarezza il livello reale di maturità digitale dello stabilimento.
Un esperto di CSV valuta il ruolo anche in base alla qualità dei sistemi su cui lavorerà, alla collaborazione con Quality, IT e Produzione e alla possibilità di contribuire a progetti che accompagnino davvero l’evoluzione del plant verso processi più integrati e data-driven.
Export Manager
Il forte orientamento internazionale del settore farmaceutico italiano rende l’Export Manager una figura sempre più strategica: in un comparto in cui l’export rappresenta una componente centrale della crescita, le aziende hanno bisogno di professionisti capaci non solo di sviluppare nuovi mercati, ma anche di costruire relazioni commerciali solide e sostenibili nel tempo.
Nel Pharma, l’Export Manager deve muoversi in un contesto regolato, in cui la vendita internazionale è strettamente legata alla conoscenza dei prodotti, alle specificità dei mercati locali e alla capacità di coordinarsi con le funzioni regolatorie e di supply chain.
Sviluppare un Paese estero significa infatti comprendere se esistono le condizioni per entrare in quel mercato, quali interlocutori coinvolgere, quali passaggi autorizzativi considerare e come costruire una presenza commerciale coerente con le regole del settore.
Le aziende più attrattive per questi profili sono quelle che offrono un progetto estero chiaro e credibile. Un profilo esperto vuole capire quali mercati l’azienda intende presidiare, quanto il piano sia realistico e quale autonomia decisionale avrà nel costruire nuove opportunità.
I candidati migliori cercano contesti in cui poter generare crescita reale, con il supporto delle funzioni interne e con una strategia sufficientemente solida da trasformare l’espansione estera in un percorso sostenibile.
Comprendere le caratteristiche dei ruoli introvabili pharma è il primo passo per costruire strategie di attraction più efficaci.
Quindi, come fanno le aziende ad attrarre questi profili?
Per attrarre i profili più ricercati del Pharma, le aziende devono partire da una comunicazione chiara del ruolo. I candidati qualificati difficilmente sono colpiti da job description generiche, costruite come semplici elenchi di requisiti tecnici: vogliono capire quale spazio avranno nell’organizzazione, quanto potranno incidere sui processi e se il contesto è coerente con le responsabilità richieste.
Anche il processo di selezione diventa parte dell’attrattività: in un mercato ristretto, i candidati più forti non restano disponibili a lungo e difficilmente accettano iter lenti o ripetitivi. Le aziende più efficaci costruiscono colloqui capaci di valutare le competenze reali senza appesantire il percorso, avendo chiaro cosa si sta cercando e quali aspetti possono essere sviluppati dopo l’ingresso.
La proposta di valore deve poi essere credibile: retribuzione e benefit restano importanti, ma per questi ruoli pesano anche autonomia, possibilità di crescita e reputazione aziendale. Nel Pharma, i candidati esperti riconoscono rapidamente se un’organizzazione possiede una reale cultura regolatoria, una visione scientifica solida e sostenibile. Per questo l’attraction deve mostrare un contesto in cui quella posizione possa generare impatto.
Le aziende più competitive, infine, non aspettano che una posizione diventi urgente per iniziare a cercare.
Monitorano il mercato con continuità, mantengono relazioni con i professionisti più interessanti e lavorano sulla propria reputazione anche quando non hanno una ricerca aperta. In un settore in cui i profili davvero qualificati sono pochi e spesso già inseriti in contesti strutturati, costruire un dialogo prima del bisogno diventa decisivo.
In linea con le nuove esigenze e specificità del settore, attrarre talenti nel Pharma significherà sempre meno pubblicare un annuncio al momento giusto e sempre più saper essere riconoscibili, credibili e desiderabili prima ancora che il candidato intraprenda un percorso di cambiamento.
L’expertise di Professional Recruitment
In questo scenario, il supporto di partner specializzati nel recruitment per il settore Pharma & Life Sciences può rappresentare un elemento strategico per intercettare competenze altamente verticali e comprendere le dinamiche di un mercato sempre più competitivo.
Affidarsi a una realtà specializzata consente alle aziende di accedere più rapidamente a profili qualificati, ottimizzando tempi di ricerca e qualità del matching rispetto alle esigenze del ruolo e del contesto organizzativo.
Per approfondire questi temi o confrontarsi sulle attuali sfide di recruiting nel Pharma & Life Sciences, è possibile contattare il team specializzato di Professional Recruitment.
Bibliografia
- Ammondino, Export Manager: chi è, cosa fa e in quali settori è più utile
- ANSA, 2026, Farmaceutica traina il made in Italy, 69 miliardi di export nel 2025
- ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, “Il settore farmaceutico”
- EFPIA, “The Pharmaceutical Industry in Figures”
- European Commission, “EU GMP Annex 16: Certification by a Qualified Person and Batch Release”
- European Commission, “EU GMP Annex 11: Computerised Systems”
- EMA – European Medicines Agency, “Reflection paper on the use of Artificial Intelligence in the medicinal product lifecycle”
- Missione CRA, Diventare Medical Science Liaison: perché questo lavoro è sempre più ricercato nel farmaceutico
- AMS, “Solving the Pharma and Life Sciences talent deficit”
- IQVIA, “Medical Science Liaisons”
- Ingenn, Quality Manager: chi è e cosa fa
- Theron et al., “Promoting Best Practices for Medical Science Liaisons Position Statement from the APPA, IFAPP, MAPS and MSLS”
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Domande frequenti
I ruoli più difficili da reperire nel Pharma richiedono una combinazione di competenze tecniche, conoscenze normative ed esperienza maturata in contesti altamente regolati. Inoltre, il numero di professionisti è limitato e la domanda continua a crescere.
Tra i profili maggiormente ricercati figurano Quality Assurance Manager e Qualified Person, Regulatory Affairs Manager, Medical Science Liaison, Computer System Validation Specialist ed Export Manager.
Le aziende più efficaci comunicano con chiarezza il valore del ruolo, offrono percorsi di crescita credibili, costruiscono processi di selezione rapidi e mantengono nel tempo relazioni con candidati qualificati, anche quando non hanno posizioni aperte.






