Profilo Linkedin e Personal Branding: istruzioni per l’uso

Linkedin Superhero

LinkedIn è oggi uno strumento indispensabile per aprirti a nuove opportunità, costruire un network e relazionarti in ambito professionale.

Nato nel 2003, conta oltre 575 milioni di utenti, di cui più di 260 milioni attivi ogni mese e più di 12 milioni registrati in Italia. 

Non è la mera trasposizione del CV, anche se molte delle good practices riferite alla creazione del profilo LinkedIn sono analoghe a quelle della stesura di un buon curriculum (ne abbiamo parlato qui: SOS CV: Consigli pratici per la stesura). 

Il profilo LinkedIn è uno degli strumenti utili a creare un vero e proprio brand personale e tutte le indicazioni su come crearlo e curarlo sono volte a trasmettere una precisa immagine di te. Esistono molti articoli e linee guida sulla creazione e la gestione del profilo ed in sintesi gli elementi fondamentali sono i seguenti:

  • Foto profilo: foto da solo, con sfondo neutro e dress code adeguato, in primo piano o a mezzo busto e che trasmetta professionalità e affidabilità;
  • Foto di sfondo: utile per contestualizzare la tua professione e opportunità per esprimere la tua personalità;
  • Sommario: deve descrivere la tua situazione lavorativa con un testo sintetico ed efficace che metta in luce il tuo ruolo e il settore di riferimento;
  • Riepilogo: considerabile come un approfondimento del sommario, questa sezione descrive più accuratamente obiettivi, motivazione e competenze. È preferibile limitare il testo a uno o due paragrafi o utilizzare un elenco puntato ed è importante utilizzare parole chiave che rendano visibile il tuo profilo sui motori di ricerca;
  • Esperienze lavorative: descrivono i ruoli ricoperti, le attività svolte e i risultati ottenuti. Specifica quanto sono durate le esperienze e dove sono state fatte, arricchendole con elementi quali foto, video o presentazioni. Come per il cv è sempre meglio evitare di fornire informazioni non veritiere per non rischiare di risultare inaffidabile o scorretto;
  • Formazione: sezione particolarmente importante se sei uno studente, neodiplomato o neolaureato. Oltre all’inserimento dell’intero percorso scolastico-accademico (specificando date e istituti) ti consigliamo di inserire anche eventuali progetti scolastici, competizioni o attività extracurriculari che ritieni interessanti, arricchendoli con foto, video o articoli;
  • Licenze e certificazioni: utile per mettere in risalto le competenze certificate al termine di alcuni corsi svolti; è importante inserire la tipologia di certificazione, specificandone area di competenza, durata del corso ed ente di formazione;
  • Volontariato: queste attività possono fornire un valore aggiunto per diversificare il “fil rouge” del tuo profilo e valorizzare in modo più trasversale la tua immagine professionale;
  • Competenze e conferme: serie di termini e locuzioni che vanno a categorizzare ed includere le tue conoscenze, abilità e in generale competenze, sia hard sia soft. Queste potranno essere confermate da chi tra i tuoi collegamenti ha potuto appurarne l’effettivo possesso.

Come considerazioni generali, ti consigliamo di customizzare l’URL associato al profilo (inserendo “nomecognome” o “nome-cognome” o “nome/cognome”), così da renderlo più facilmente rintracciabile e aumentarne le visualizzazioni. Ti suggeriamo di rendere il tuo profilo pubblico in modo che sia visibile sui vari motori di ricerca, non solo su LinkedIn, ma in tutto il web; è importante decidere quali sezioni e informazioni rendere accessibili a tutti e quali no, a seconda delle tue “esigenze di visibilità” del momento.

Le segnalazioni costituiscono la sezione più “culturalmente connotata” di un profilo LinkedIn.
A differenza che in altri paesi, tale concetto in Italia, è considerato come “un favore ad un amico”, e non un’onesta valutazione delle competenze della persona.
Nel Bel Paese siamo infatti spesso ancora restii a chiedere e offrire referenze ad altri, anche se un genuino e sano scambio di pareri tra vecchi e nuovi colleghi dovrebbe rientrare nelle buone norme dell’utilizzo della piattaforma.

La rete (o network) di collegamenti è un patrimonio di estremo valore perché determina la sfera di influenza su LinkedIn e rappresenta il mezzo con cui instaurare relazioni tra gli utenti. 
A differenza di altri Social Network la vera ricchezza di Linkedin è la rete di secondo grado cioè quella composta da utenti che non conosci ma che possono essere potenzialmente interessanti e utili, così da creare una rete virtuosa e funzionale alla tua carriera professionale.

Infine, la creazione e la condivisione di contenuti come articoli, post o analisi sono un buon sistema per aumentare la comunicazione con i tuoi contatti e “mantenere vivi i rapporti”. A prescindere dal fatto che i contenuti siano originali o condivisi, l’importante è trovare degli spunti interessanti che attivino interazioni e arricchimento reciproco.

Come per ogni realtà di condivisione, per evitare di incorrere in comportamenti ritenuti inappropriati, è importante conoscere la netiquette di LinkedIn, ovvero l’insieme delle convenzioni e delle norme che regolano l’interazione tra gli utenti della piattaforma; ciò che è “normale” in un social, non è detto che lo sia in un altro.
La differenza più lampante è sicuramente la professionalità: al contrario dell’informalità di base delle interazioni negli altri social, qui è importante infatti mantenere un tono maggiormente formale.
Su LinkedIn puoi potenzialmente interagire con il CEO di una multinazionale ed è necessario relazionarsi con questi nelle modalità più adeguate, ad esempio banalmente dando del lei, al contrario di altre piattaforme in cui è tacito accordo darsi del tu.
Altre buone norme di comportamento su LinkedIn sono ad esempio ringraziare gli autori di un post quando lo si condivide o allegare una nota quando si invia la richiesta di collegamento ad una persona sconosciuta nel mondo reale. 

In conclusione, al fine di fornire uno strumento di autovalutazione del proprio profilo, LinkedIn stesso propone il Social Selling Index (SSI), utile tool che analizza il tuo profilo secondo una serie di parametri che vanno dall’efficacia a stabilire il tuo brand professionale, alla capacità di trovare le persone giuste e costruire relazioni attraverso lo scambio di informazioni rilevanti. 

Calogero Cilibrasi, Elisa Scarso