Le nuove abitudini: ai blocchi di (ri)partenza

Il mandorlo in fiore V.Van Gogh

Dal 4 Maggio siamo nella tanto attesa Fase 2.
Un nuovo inizio che concede maggiore libertà rispetto alla quotidianità degli ultimi mesi, caratterizzati da restrizione di contatti sociali e stress emotivo.

Siamo davvero pronti a ricominciare?
Ciclicamente si parla di ripartenze, per esempio dopo le vacanze estive o invernali ma questa è caratterizzata da vissuti emotivi atipici e riserva sfide e difficoltà molto particolari. 

L’impatto psicologico della quarantena ha delle conseguenze importanti sulla qualità di vita e sul benessere psicofisico. L’isolamento, la presenza di un nemico invisibile e sconosciuto, e la continua diffusione di notizie negative hanno portato ad un’esposizione elevata a fattori di stress a cui non si era abituati.
Lo confermano i numerosi studi condotti in contesti di emergenza, tra cui il più recente che dimostra come periodi prolungati di quarantena impattino sul nostro vissuto emotivo, soprattutto con manifestazioni di sintomi di ansia, stress e depressione (Wang, 2020). 

Le nuove abitudini, ancora una volta
Le abitudini, si sa, sono molto importanti non solo perché consentono di risparmiare energie cognitive nello svolgimento di quelle azioni che vengono ripetute spesso, ma anche perché possiedono un grande valore emotivo e psicologico, aumentando la self confidence e diminuendo i livelli di stress.
La Fase 2 non ha portato a un ritorno alla normalità e alle vecchie abitudini poiché guanti, mascherine, distanziamento sociale e ingressi contingentati sono diventati consuetudine. Per esempio, il rientro al lavoro, per chi ha potuto già affrontarlo, non è mai stato più diverso: le persone in ufficio sono - nel migliore dei casi - dimezzate, gli spazi sono stati ripensati e le abitudini di tutti sono necessariamente cambiate. Tutto ciò elicita sentimenti di incertezza, instabilità e disagio. 

La vera sfida non è solo la creazione di nuove routine ma il riadattamento in modo ciclico sulla base dei tempi e delle modalità dettati dalle disposizioni governative delle varie Fase 1, Fase 2, Fase n..!
Se si pensa che per creare nuove abitudini gli ingredienti fondamentali sono la ripetizione nel tempo e un contesto stabile, ecco che la sfida diventa sempre più complicata. 

La convivenza con l’incertezza
Il sentimento di precarietà che ha caratterizzato la Fase 1 del lockdown permane anche nella Fase 2. Gli scienziati di tutto il mondo stanno ancora lavorando ad un vaccino e allo studio di terapie utili nella lotta al Covid-19. Dal punto di vista economico e sociale il lockdown sta portando tutta l’Europa in recessione e una paura condivisa da tanti riguarda gli effetti degli attuali trend economici sulla propria azienda e posizione lavorativa. Il sentimento di incertezza è aggravato dalla mancanza di un orizzonte temporale definito: allo stato attuale non esiste un termine per queste disposizioni e addirittura potrebbe essere necessario fare un passo indietro, tornando alla Fase 1.

Una nuova percezione di pericolo 
Il lockdown totale è stato sicuramente faticoso da affrontare ma ha garantito protezione e sicurezza all’interno delle mura di casa. L’attuale allentamento delle restrizioni e l’apertura verso il mondo esterno generano emozioni contrastanti: la gioia di poter riabbracciare i propri cari e di poter uscire di casa per una passeggiata si accompagna a sentimenti di paura e timore dal momento che ci si ritrova esposti al nemico tanto temuto, portando alla sviluppo di un’istintiva paura del mondo esterno e dell’altro.  

Quali risorse possono aiutare ad affrontare tali sfide?
Durante i periodi di forte crisi e stress, sono due gli aspetti fondamentali su cui è necessario investire e che aiutano a superare le difficoltà: 

Relazioni sociali: lo sviluppo di relazioni ricche e profonde aiuta a superare i sentimenti negativi, proteggendo dagli effetti del trauma e abbassando i livelli di ansia e paura. Inoltre, impegnarsi nel mantenere attivi i rapporti, anche in modo virtuale, aiuta a sentirsi protetti poiché parte di un network.
Superare i sentimenti di diffidenza, consente di non percepire l’altro come un pericolo, ma come un alleato nel superamento delle sfide per raggiungere un nuovo equilibrio. 

Percezione del sé: coltivare le proprie passioni e riflettere su se stessi permette di aumentare l’autoconsapevolezza e la self confidence perché mette in luce le proprie risorse psicologiche e consente di attivarle all’occorrenza. Ciò permette di sentirsi protagonisti attivi del cambiamento e delle proprie azioni, attenuando il sentimento di incertezza che caratterizza il periodo. 

Non a caso, le relazioni interpersonali e una buona percezione di sé sono due dimensioni che influenzano e migliorano la capacità di resilienza, intesa come l’abilità di superare le difficoltà adattandosi in modo positivo alla situazione traumatica. Le persone resilienti riescono a non abbattersi davanti alle avversità, ma a viverle in modo costruttivo e come occasioni per apprendere e migliorare. Gli studi su questo argomento sono molti ma non ancora completi; ciò che è certo è che non si tratta di una capacità immutabile ma influenzata da tanti fattori (l’avversità, l’individuo, il risultato, l’ambiente esterno) e può essere sviluppata e migliorata, garantendo così un paracadute per le sfide che la vita propone!

Serena Zirpoli, Margherita Cislaghi