Anche la Leadership diventa Smart

Smart leadership

“Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento”

-  Charles Darwin

 

La celebre frase di Charles Darwin sottolinea l’importanza dell’adattamento e del cambiamento per tutti gli organismi viventi. Tali concetti sono importanti anche per le organizzazioni che, per sopravvivere, hanno necessariamente bisogno di adeguarsi all’ambiente. Queste devono essere flessibili e avere la capacità di cambiare al variare delle condizioni di mercato: è necessario da una parte l’aggiornamento dei modelli di business e dall’altra un’evoluzione della cultura aziendale e degli stili di leadership.

 

Come sta cambiando oggi la leadership?

Le recenti evoluzioni dei modelli di leadership sono sempre più incentrate intorno all’uomo, pilastro fondamentale delle organizzazioni. Ad oggi, le persone hanno la massima rilevanza, non essendo più considerate come mere esecutrici del compito, ma come attive protagoniste del lavoro. In questo contesto l’attività principale del leader, ossia la guida (dall’inglese to lead), si concretizza nella gestione delle persone per renderle protagoniste delle attività e motivarle, garantendo la loro soddisfazione e il loro benessere. Tale visione è ciò che caratterizza il cosiddetto modello di Smart Leadership, ossia una leadership intelligente e adulta in grado di garantire il successo aziendale, grazie alla soddisfazione dei tre principali attori: clienti, dipendenti e organizzazione stessa. Il termine smart assume, dunque, un duplice significato, indicando le competenze che i leader devono possedere (smart come intelligente) e la fiducia fondamentale per gestire in modo flessibile e agile il team, anche da remoto (smart come adulto).

 

Quali sono le caratteristiche della Smart Leadership?

Nel modello di Smart Leadership, il leader agisce come modello che ispira, motiva e influenza il team, facendo leva su stati d’animo e promuovendo comportamenti allineati alla mission aziendale. Per svolgere la sua funzione di guida è necessario che egli abbia consapevolezza delle proprie emozioni e che riesca a gestirle per guidare strategicamente i suoi collaboratori e far emergere tutte le potenzialità della sua squadra. Come sostiene anche Goleman “la grandezza di una leadership si fonda sulla capacità di far leva sulle emozioni”

Un’altra competenza fondamentale per lo Smart Leader è quella relativa alla comunicazione. È fondamentale saper comunicare con la propria squadra in modo chiaro e diretto al fine di stimolare un clima di trasparenza e fiducia. La comunicazione deve altresì essere emozionale: deve trasmettere il carisma delle funzioni apicali per motivare e ingaggiare i collaboratori e allo stesso tempo deve essere empatica, in grado di tenere nella giusta considerazione la sensibilità, il contesto e l’emotività dei destinatari. Infatti, come sostenuto dal secondo Assioma della comunicazione della Scuola di Palo Alto “ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione” tale per cui comunicare è un processo di co-costruzione del significato all’interno della relazione.

La velocità dei cambiamenti che caratterizzano il tessuto economico, sociale e culturale odierno, richiede inoltre ai leader di sviluppare le proprie capacità antifragili. Taleb, il teorizzatore dell'antifragilità, sostiene che “ciò che è resiliente resiste agli shock, l’antifragile migliora e trae profitto dalla casualità e dalle esperienze dolorose”. I leader, dunque, non solo devono essere in grado di resistere a situazioni stressanti e disruptive, ma devono anche essere preparati a pensare a scenari e strategie alternative in grado di proiettare l’azienda verso un modello di business sostenibile e di successo. 

Un’altra caratteristica che connota i team Smart è l’engagement. I leader sanno che è fondamentale coltivare il senso di appartenenza nei confronti dell’azienda e della sua mission. Motivare, coinvolgere i collaboratori e creare un clima di fiducia e di autonomia infatti porta le persone a sentirsi responsabili del proprio lavoro e a dare il meglio di sé. Affinché ciò avvenga è indispensabile costruire un clima di inclusione in cui la diversità e i differenti contributi dei singoli siano accolti e valorizzati. Infatti, Gallup sostiene che i collaboratori altamente motivati ed entusiasti del loro lavoro “sono psicologicamente “proprietari”, guidando performance e innovazione e muovendo l’organizzazione avanti”.

Concludendo, come già detto, i grandi cambiamenti economici e sociali stanno avendo un forte impatto non solo sui modelli organizzativi e di business ma anche sullo stile di leadership e sulle modalità di lavoro, richiedendo di sviluppare estese competenze nell’ambito delle soft skills. Ciò è ancora più importante in un contesto di diffuso ricorso agli strumenti di smart e remote working che costringono ad una distanza fisica dai luoghi di lavoro e dal proprio team. Le soft skills, dunque, sono necessarie per essere leader di successo e devono essere sviluppate con percorsi di crescita ad hoc, da un lato per accrescere conoscenza e consapevolezza e dall’altro per apprendere strategie comportamentali da agire nel day-to-day. 

 

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Serena Zirpoli, Valeria Serafini

 

Bibliografia

Gallup, G. (2010). State of the global workplace: Aworldwide study of employee engagement and wellbeing.

Goleman, D., Boyatzis, R. E., & McKee, A. (2004). Essere leader. Bur.

Taleb, N. N. (2012). Antifragile: how to live in a world we don't understand (Vol. 3). London: Allen Lane.

Watzlawick, P., Beavin, J.H., Jackson, D.D. (1967). Pragmatica della comunicazione umana. Roma: Astrolabio