Il ruolo della Psicologia nella Selezione del Personale

Il ruolo della Psicologia nella Selezione del Personale

Il senso dell’analisi motivazionale

Nei colloqui di selezione l’analisi motivazionale è il punto fondamentale, in quanto la maggior soddisfazione del candidato condurrà al miglior svolgimento della mansione o professione, con massima soddisfazione del datore di lavoro. Conseguentemente, la durata dei rapporti di lavoro sarà maggiore e quindi minore il turn over per l’azienda. Per svolgere una valutazione motivazionale sensata e proficua è necessario ricostruire la realtà dei fatti nel modo più affidabile possibile, nei limiti della cornice operativa all’interno della quale si persegue l’obiettivo. 
Ricostruire la vera storia professionale dei candidati, focalizzandosi sulle scelte avvenute nei passaggi fondamentali, sia formativi che lavorativi con particolare attenzione ai cambiamenti, permette di conoscere meglio il professionista, il suo modo di essere in relazione al lavoro, i suoi valori professionali costituenti, con il vantaggio di aumentare le proprie affidabilità nel prevedere le sue future decisioni professionali e poterlo orientare verso una scelta di massima soddisfazione. La storia professionale è, pertanto, una delle fonti più importanti per valutare la motivazione del candidato, anche se non sempre è facile attingervi poiché talvolta questo obiettivo viene perseguito attraverso la resistenza, più o meno forte, del candidato derivante dall’eventuale implicito conflitto d’interessi tra i partecipanti al colloquio, oltre che in virtù di una generica influenza del fenomeno della desiderabilità sociale, per cui ogni individuo cerca di piacere a un suo simile a prescindere da specifici vantaggi in ciò implicati. 

Come svolgere l’analisi motivazionale

Ripercorrendo assieme al candidato la sua storia professionale è utile innanzitutto individuare gli elementi di medesimezza, cioè gli aspetti ricorrenti che caratterizzano le sue scelte professionali e che costituiscono una modalità di essere in relazione al lavoro tendenzialmente costante, e quelli di attualità, l’attuale situazione motivazionale. La storia di vita professionale è una vera e propria miniera di informazioni inerenti sia la scelta del percorso di studi (le attitudini, le preferenze e le inclinazioni) che le scelte professionali (l’orientamento, gli obiettivi e le ambizioni). In quest’ottica, i dettagli e gli episodi inerenti gli eventi raccontati assumono un’importanza cruciale: alla luce di questi è possibile individuare una coerenza di senso in direzione di determinate scelte che, portate debitamente a tema dal selezionatore, rappresentano l’occasione per conoscere esplicitamente caratteristiche fondamentali del candidato. Ciò è particolarmente utile ai fini dell’analisi motivazionale e dell’orientamento, e, di conseguenza, della selezione. 

L’excursus sulla storia di vita professionale costituisce l’ouverture del colloquio. Infatti, data la sua funzione propedeutica, le viene appositamente dedicata la prima parte dello stesso: in quanto occasione per conoscere il candidato in modo più completo, costituirà l’elemento su cui si fonderanno le considerazioni sulla motivazione e, di conseguenza, le valutazioni finali sull’adeguatezza tra candidato e posizione lavorativa. Inoltre, la posizione primaria del racconto della storia di vita professionale del candidato, permette al soggetto intervistato di essere più libero nella propria narrazione, offrendogli l’opportunità di esprimersi al meglio e riducendo, così, il più possibile il rischio che il modo di mostrarsi del candidato sia influenzato dagli interessi di quest’ultimo (poiché di posizioni lavorative ancora non si è parlato e l’intervistato non ne conosce le caratteristiche).

L’obiettivo è quindi quello di conoscere quanto più approfonditamente possibile il soggetto nelle sue preferenze e inclinazioni professionali, utilizzando come punti di riferimento le precedenti esperienze, le quali testimoniano le suddette inclinazioni e preferenze dichiarate dal soggetto. La metodologia adottata per valutare l’esperienza raccontata dal soggetto, è il metodo ermeneutico-fenomenologico: un metodo particolarmente pragmatico che si basa sull’analisi dei fatti.

Il metodo ermeneutico-fenomenologico

È bene chiarire in cosa consiste tale metodo analizzando nel dettaglio una per volta le due discipline che lo compongono. L’ermeneutica è la scienza dell’interpretazione e ci permette di desumere il significato di un testo, in questo caso del racconto professionale del soggetto. E' una tecnica generale, fondata su basi teoriche rigorose, che ci fornisce le regole con cui interpretare un racconto. La fenomenologia è la scienza dell’esperienza oggetto della storia professionale: l’obiettivo di questo excursus, infatti, attraverso l’ermeneutica del testo, è quello di risalire ai fatti, cioè agli eventi significativi che hanno caratterizzano la storia professionale del soggetto.

Il testo e il contesto nel racconto di sè del candidato

Per svolgere una corretta ermeneutica del testo riportato dal candidato è bene conoscere il contesto in cui le affermazioni di chi parla si situano. Il contesto di un determinato testo di un soggetto, di una sua affermazione, consiste in un’altra affermazione avvenuta in una dimensione temporale antecedente rispetto alla prima, cioè affermazioni precedenti, che in relazione a quelle attuali forniscono la necessaria cornice interpretativa delle stesse. Si noti che il sistema testo-contesto va letto e interpretato con un rimando quanto più stretto possibile agli eventi, cioè ai fatti. L’interpretazione (o ermeneutica) infatti avviene seguendo una direzione che dal testo conduce all’evento e parimenti dal contesto tematico porta al contesto fattuale.

All’interno dell’excursus sulla storia professionale, il contesto fattuale è costituito dallo spazio di esperienza e dall’orizzonte d’attesa, ossia dalle esperienze lavorative pregresse e dalle aspirazioni future del soggetto proprie di un determinato momento della storia professionale del candidato. Lo stretto rapporto fra testo e contesto, il quale illumina gli orizzonti di senso che hanno portato il soggetto a effettuare determinate scelte professionali, si definisce ciclo testo-contesto.

Il primato dell’indagine degli episodi

Svolta una rigorosa ermeneutica del racconto del professionista, utilizzando la dinamica interpretativa del ciclo testo-contesto, avremo illuminato una serie di eventi, i quali ci hanno fornito la possibilità di effettuare una corretta interpretazione del racconto lavorativo, individuando caratteristiche e preferenze professionali del soggetto. E’ fondamentale pertanto adottare un’inclinazione al colloquio orientata verso gli eventi, chiedendo spesso e soprattutto nei momenti cruciali in cui, nel dubbio interpretativo, si richiede un necessario approfondimento, al soggetto di riportare un episodio tratto dalla propria vita professionale.

Se gli approfondimenti riguardanti gli eventi non sono prevedibili, ma ascrivibili ad una determinata valutazione all’interno di quello specifico colloquio, ci sono comunque alcune domande generalmente sempre valide, in quanto interessano dettagli sempre significativi, che pertanto è sempre bene indagare. Queste domande ricorrenti riguardano tipicamente il mansionario o le competenze implicate nel ruolo, la retribuzione e il tipo di contratto, la valutazione del candidato rispetto al clima lavorativo, le aspirazioni collegate all’esperienza professionale, i motivi che hanno portato all’interruzione del rapporto lavorativo.