Il decalogo del formatore: dal sapere al saper insegnare

Il decalogo del formatore

La formazione gioca un ruolo significativo all’interno dell’attività delle Risorse Umane. Infatti, oggi saper valorizzare al massimo il capitale umano per le aziende può fare la differenza, in termini di successo ed efficienza. In particolare si parla molto di Lifelong Learning, un insieme di approcci che permettono un apprendimento continuativo nel corso della vita lavorativa con l’obiettivo di avere, a livello di competenze, una “cassetta degli attrezzi” sempre più ampia. In questo processo, nel mondo del lavoro odierno, quindi,  il ruolo del formatore risulta fondamentale, ma allo stesso tempo complesso.  

 Il formatore organizza e gestisce processi di formazione a partire dalla progettazione iniziale fino alla valutazione finale. Tuttavia, dietro a questa semplice frase ci sono azioni e competenze complesse che vale la pena di approfondire. 

Ancor prima di iniziare a progettare l’intervento, il formatore si interfaccia con il cliente e rileva e analizza il suo bisogno: non sempre il cliente ha ben chiare le proprie necessità, spesso si presenta con un problema o difficoltà da risolvere. È compito del formatore aiutare il cliente nell’identificazione di un obiettivo condiviso, traducendolo, in un secondo momento, in un percorso formativo “su misura”. 

Una volta completata questa prima fase, il formatore progetta i servizi formativi, come seminari, workshop e webinar. La progettazione consiste nell’individuazione dei contenuti, delle metodologie e degli strumenti più idonei e nella creazione dei supporti necessari per l’erogazione dei contenuti, come slide, dispense, esercitazioni e questionari. 

In seguito, il formatore coordina, organizza e monitora le attività di formazione dalla composizione dell’aula alle scelte metodologiche, strumentali e gestionali. Questa fase comprende tutte le attività logistiche, di organizzazione del calendario e predisposizione della documentazione.

Conclusa la progettazione il formatore si occupa dell’erogazione del percorso formativo, ossia della cosiddetta attività d’aula, che comprende l’accoglienza dei partecipanti, la gestione delle attività di docenza sui contenuti e delle attività pratiche che si svolgeranno.

Infine, valuta il percorso nella sua interezza per individuarne a posteriori i punti deboli e i punti di forza, attraverso la somministrazione ai clienti di questionari di valutazione e una seguente elaborazione dei dati raccolti. 

Data la multidimensionalità che caratterizza il ruolo del formatore, risulta subito chiaro come non basti unicamente conoscere ed essere competenti nella propria materia di specializzazione per poter effettivamente fare formazione.

Per trasferire efficacemente il proprio sapere sono fondamentali la strategia di comunicazione utilizzata e la capacità di tradurre in base all’interlocutore modelli complessi, creando collegamenti. In questo è ovviamente essenziale riuscire a trasmettere emozioni motivando l’ascolto e la partecipazione nell’apprendimento. Per comunicare efficacemente, il primo passo è abbandonare la credenza secondo la quale la comunicazione è “tutto contenuto” e cominciare a confrontarsi in maniera aperta con gli elementi strutturali ed emotivi del processo comunicativo. 

Infatti, una comunicazione chiara, semplice e coinvolgente rappresenta, secondo Bonanni, uno dei punti cardine per ogni formatore. È possibile quindi individuare 10 regole, sempre attuali e adatte ad ogni tipo di formazione:

  1. Comunicare con chiarezza e semplicità. 

  2. Ascoltare con empatia le persone a cui si rivolge. 

  3. Stimolare la partecipazione e l’interattività. 

  4. Completare sempre la teoria con esempi pratici. 

  5. Avere un proprio stile. 

  6. Insegnare i segreti del mestiere. 

  7. Trasmettere la passione per il proprio lavoro.

  8. Essere al tempo stesso organizzato/schematico e creativo.

  9. Verificare che gli altri apprendano. 

  10. Non smettere mai di imparare.

In conclusione possiamo affermare che fare formazione non è facile, richiede molte competenze hard, molta preparazione e conoscenza, ma oltre a questo sono necessarie anche competenze soft per riuscire a sapere insegnare. In questo processo, le 10 regole costituiscono una guida quotidiana per tutti i formatori, da tenere bene a mente! 

 

Alessia Meroni e Ilaria Oldrini
 

Bibliografia

Isfol, I formatori della formazione professionale, Roma, 2005;

Bochicchio F., I formatori: l’educatore. Competenze, tecniche e strumenti per la formazione degli adulti, Celid, Torino, 2000;